Cos'è il VoIP?
Per VoIP si intende l’utilizzo della rete Internet per trasportare la voce. Al posto di convertire la voce in un segnale elettrico, ed utilizzare la linea telefonica tradizionale per trasportare il segnale stesso, si utilizza il metodo di comunicazione dei computer, cioè il protocollo Internet, per convertire la voce in pacchetti di dati, che vengono trasportati attraverso la Rete verso il destinatario. Il dispositivo VoIP del destinatario provvederà a riconvertire i pacchetti ricevuti in un segnale sonoro. Il VoIP è una tecnologia nota ormai da più di 15 anni, che sta conoscendo solo adesso un crescente successo grazie alla diffusione della banda larga che permette di poter utilizzare la connessione Internet anche per la voce. Infatti trasportare voce attraverso Internet richiede connessioni di qualità ADSL. Poiché non esiste al momento un sistema di indirizzi VoIP universalmente accettato come nella telefonia tradizionale, in realtà le chiamate VoIP vengono spesso convertite, attraverso nodi detti MediaGateway, in chiamate tradizionali. Numerosi sono gli operatori che offrono questo servizio di conversione, mediamente a prezzi più bassi rispetto a chi eroga solo la telefonia tradizionale.
Come funzionano attualmente i servizi VoIP offerti da provider e Telco?
Il VoIP utilizza differenti protocolli. Un protocollo è un insieme di regole condivise che definisce esattamente come avviene la comunicazione. Per trasportare la voce sono necessari due protocolli: il primo trasporta la segnalazione (l’identificativo dell’utente chiamato, gli stati associati alla chiamata come telefono occupato, telefono che squilla, ecc.), il secondo invece trasporta il flusso voce. Il protocollo H.323 è stato introdotto per primo ma ormai è stato sorpassato in utilizzo dal SIP (Session Initation Protocol), che sta conoscendo un successo crescente grazie alla maggiore semplicità ed è attualmente implementato nelle reti mobili 3G. Il SIP è infatti un protocollo testuale che ricorda molto il protocollo utilizzato per la posta elettronica. Il SIP richiede che vi sia almeno un nodo intermedio tra il chiamante e il chiamato (detto Proxy) su cui entrambi sono registrati. Il flusso vocale viene invece trasmesso usando diversi codec (le regole per codifica della voce). I più noti sono G.711, iLBC, G.729 e Gsm. Questi codec trasportano la voce tra il chiamante e il chiamato durante la conversazione e richiedono la disponibilità di una certa banda di comunicazione (da 40kbps a 150kbps) in base all’utilizzo o meno di compressione. Il codec G.711 non la utilizza, ma richiede ben 150kbps . Il codec G.729 e il codec Gsm la utilizzano pesantemente, usano meno banda (circa 40kbps) ma richiedono telefoni più potenti (paragonabili agli attuali cellulari) in grado di effettuare la conversione. Gran parte degli operatori che oggi offrono un servizio VoIP utilizzano questi protocolli. Fa eccezione Skype che ha implementato un protocollo proprietario, anche se simile a quelli descritti precedentemente, che è particolarmente efficiente. E infatti non è raro che Skype continui a funzionare anche quando gli altri protocolli VoIP manifestano problemi a causa della mancanza di banda.
Nella tecnologia VoIP esiste una distinzione tra servizi geografici e servizi "nomadici". Quali sono le differenze?
I servizi geografici sono gli attuali sistemi di numerazione telefonica con prefisso del distretto. É possibile localizzare infatti con precisione l’utente in base al suo numero telefonico. I servizi nomadici permettono invece all’utente di spostarsi sul territorio. É cura dell’utente autenticarsi presso il provider una volta che si è connessi ad Internet. Il provider una volta identificato l’utente provvede ad erogare il o i servizi che questi ha sottoscritto. Nell'attuale telefonia cellulare invece, i servizi mobili permettono all’utente di spostarsi sul territorio senza doversi autenticare ogni qual volta si intenda utilizzare un servizio.
Quali sono i principali vantaggi e svantaggi del VoIP?
Trasportare la voce su Internet non permette solamente di risparmiare sulla bolletta ma anche di integrare sul computer la voce, sviluppando servizi evoluti. Un aspetto, penso, non ancora pienamente compreso, in particolare dalle imprese. Integrando il proprio sito aziendale con il VoIP si potrebbe, ad esempio, permettere al potenziale cliente che sta visitando il sito di instaurare una chiamata VoIP con un semplice click del mouse, guidando poi il visitatore attraverso un risponditore automatico multilivello, che include anche l’instradamento della chiamata verso un’operatrice dell’azienda. E questa è solo una delle possibilità introdotte dal VoIP. Certo, nonostante i pro che derivano dall’adozione del VoIP, bisogna essere consapevoli che tale tecnologia presenta anche degli svantaggi: è necessario comprare nuovi terminali o adattatori abbastanza costosi e la qualità e l'affidabilità rispetto al sistema telefonico tradizionale (PSTN) è minore. Alcuni ricercatori americani l’hanno misurata. In una scala da 0 a 5, la telefonia tradizionale ottiene un punteggio 4.5. Il VoIP 3.8 . Inoltre non esiste un sistema di indirizzamento (nè tanto meno degli elenchi degli utenti) per le chiamate VoIP universalmente noto, come quello presente per gli attuali servizi di fonia. Per ora si possono solo costruire delle comunità chiuse in cui è possibile terminare le chiamate direttamente in VoIP mentre spesso è necessario ricorrere ai MediaGateway che permettono di convertire le chiamate VoIP in tradizionali e viceversa. Vi sono però dei progetti per implementare delle soluzioni condivise come quelle basate sul protocollo ENUM e sperimentate anche in Italia dal consorzio NaMeX che comprende ben 25 operatori VoIP. Non ultimo è lecito aspettarsi da parte dei grandi operatori telefonici una forte campagna atta a regolamentare, a loro vantaggio, il VoIP, che sta intaccando i ricchi margini della telefonia tradizionale.
Le potenzialità del VoIP sono enormi: quali servizi potranno essere erogati in futuro ad utenti e imprese?
Prevedere il futuro non è facile. A breve penso che il VoIP si integrerà sempre più con l’Instant Messaging arricchendo il contenuto del messaggio con elementi di multimedialità (video, musica, dediche). Il VoIP è inoltre il driver tecnologico che sta spingendo la fusione tra le telecomunicazioni e l’informatica. Sul protocollo Internet avremo presto non solo la voce, ma anche il video, la televisione, il gaming, … Vedo però maggiormente un utilizzo del VoIP per aumentare la produttività aziendale. La voce si integrerà sempre di più con il web e i processi aziendali, in particolari le soluzioni di CRM (Customer Relationship Management) ed ERP (Enterprise Resource Planning), permettendo di gestire in maniera integrata i contatti da parte dell’azienda con la propria base clienti.
Alcuni esperti hanno evidenziato alcuni problemi di sicurezza del VoIP: è a rischio la privacy degli utenti?
A vedere le notizie di questi giorni (relativamente alle intercettazione telefoniche) direi proprio di no. Sicuramente è più difficile intercettare una chiamata VoIP che una tradizionale. Se la chiamata avviene direttamente tra chiamante e chiamato, nella modalità P2P (Peer To Peer), senza passare per un operatore, attualmente non è possibile intercettare la chiamata. E’ comunque previsto che nelle prossime versione dei sistemi VoIP si migliori la sicurezza, ad esempio attraverso la crittografia. Le autorità pubbliche chiederanno comunque di poter intercettare le chiamate VoIP ai vari service provider.
Per implementare soluzioni VoIP esistono due possibilità: utilizzare tecnologie 'Open Source' o affidarsi a soluzioni proprietarie sviluppate da aziende specializzate. Qual è il suo punto di vista?
Decisamente a favore delle prime. I progetti Open Source nascono e si sviluppano sulla Rete. Un gruppo di sviluppatori software pubblica un determinato applicativo su Internet offrendo la possibilità a chiunque di scaricarlo ed installarlo gratuitamente, permettendo di accedere anche al codice sorgente. Se il software funziona bene, sempre più gente lo installa sui propri sistemi, lo testa, lo modifica, a volte sviluppa delle funzionalità aggiuntive, ne definisce lo sviluppo. Spesso nascono delle vere e proprie comunità virtuali su Internet, con documentazione messa in rete e liste di distribuzione di posta elettronica, in cui chiunque può chiedere supporto agli altri membri sparsi in tutto il mondo su eventuali problemi che può aver incontrato, ricevendo suggerimenti preziosi, spesso anche da chi ha sviluppato il software. Se invece il software messo in rete non è interessante, il progetto muore senza troppi rimpianti. Penso che l’Open Source sia anche molto più gratificante per i tecnici che la implementano rispetto alle soluzione proprietarie, in quanto permette di sviluppare reale conoscenza su quello che si ha messo in campo. Non stupisce quindi che l’Open Source sia indicato come il prossimo grande driver dello sviluppo dell’informatica. Non si tratta solamente di una riduzione dei costi, ottenuta dal fatto che l’Open Source non richiede licenze, ma di una maggiore facilità di integrazione della soluzione con gli altri processi aziendali (CRM e ERP). Già adesso esistono dei software Open Source, come Asterisk e SER, che permettono di installare (per chiunque abbia dimestichezza con i computer) il proprio centralino telefonico che non ha nulla da invidiare con quelli di ditte assai più blasonate. Basti citare il fatto che Asterisk ha più di 200000 installazioni sparse in tutto il mondo, spesso anche presso operatori di telecomunicazione.
La delibera Agcom per disciplinare i servizi VoIP, pubblicata il 31 marzo scorso, introduce novità significative. Qual è il suo pensiero sulle regole introdotte?
Premesso che è sempre positivo avere chiarezza normativa, mi sembra che anche questa volta, come era già successo per il Wi-Fi, Agcom tenda più ad alzare delle barriere all’introduzione delle nuove tecnologie, favorendo l’incubent, che a favorirne lo sviluppo. Tra le norme più significative ci sarà la distinzione tra uso fisso ed uso nomadico. Nel primo caso sarà possibile attribuire ad una utenza VoIP un numero geografico. In questo caso però l’utente deve risiedere nello stesso distretto. Altrimenti l’utente deve richiedere un numero nomadico che avrà una nuova numerazione, che inizia con la decade 5. Attualmente invece è possibile attribuire ad un utente VoIP un numero geografico, anche se l’utente risiede in un altro distretto. Ad esempio, ora un utente che vive e lavora a Bari può telefonare con il prefisso di Trento. Così facendo però se questo utente di Bari avesse necessità di chiamare un numero di emergenza (i carabinieri, la croce rossa, i pompieri) si vedrebbe rispondere qualcuno di Trento. Le chiamate di emergenza devono essere infatti terminate dall’operatore presso l’unità (stazione di pompieri, caserma dei carabinieri, …) più vicina rispetto all’utente che compone il numero. Con la nuova normativa per gli utenti nomatici è previsto l’obbligo di informativa da parte dell’operatore su dove verranno effettivamente terminate le chiamate di emergenza. Altri aspetti delle normativa AGCOM importanti sono l’obbligo di identificazione del chiamante (non si potrà più registrarsi on line all’operatore ma si dovrà esibire un documento), l’obbligo di predisporre i sistemi dell’operatore per l’intercettazione giudiziaria, la possibilità della portabilità del numero, sulla falsa riga di quello che avviene per i numeri cellulari, l’obbligo di garantire l’interoperabilità e la stessa qualità (in gergo QoS) per i sistemi VoIP dei sistemi tradizionali. Sono tutte norme positive in sé, ma che complicano notevolmente l’infrastruttura dei piccoli operatori alzando delle barriere di ingresso notevoli.
Che pericoli vede per il VoIP e come pensa che gli operatori tradizionali risponderanno a questa minaccia?
Il VoIP gode di magnifica salute e non corre alcun pericolo: Telecom Italia continua ad implementare il VoIP nella propria rete di trasporto che connette le varie centrali perché costa meno rispetto ai sistemi di telefonia tradizionale. Già adesso tutte le telefonate tra Roma e Milano sono in VoIP. Semplicemente Telecom non lo dice ai propri utenti, che continuano ad usare i vecchi terminali telefonici ignorando il fatto che dalla centrale Telecom a cui sono connessi, la loro telefonata verrà tradotta in VoIP. Problemi ci saranno invece per i piccoli operatori, che per erogare il servizio richiedono all’utente di migrare il suo sistema telefonico verso VoIP. Tale migrazione ha un costo e Telecom Italia userà la leva tariffaria, per rendere tale migrazione non conveniente. Le offerte flat dei grandi operatori vanno in questa direzione. In Germania, Vodafone permette addirittura di chiamare dal cellulare verso i numeri telefonici del distretto in cui si trova allo stesso costo di una chiamata urbana. Gli utenti avranno comunque dei vantaggi tariffari. Il consiglio che mi sento di dare invece ai piccoli operatori è di non limitarsi ad usare il VoIP per erogare solo la voce, ma di muoversi sui servizi a valore aggiunto.
Intervista all’ing. Roberto Grasso Esperto di Telecomunicazioni - http://www.puntocontatto.it

